LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE

Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. La Convenzione invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili. La Convenzione (Articolo 9, accessibilità) si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.


Nel discorso del Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella , pubblicato il 3 dicembre sul sito web del Quirinale, un passaggio mi è sembrato di particolare rilevanza, passaggio che tengo ad evidenziare: “…emerge con chiarezza che il problema della disabilità non riguarda l’assistenza; c’è anche naturalmente questa esigenza irrinunciabile, ma è un problema soprattutto di sostegno e di interventi per consentire le opportunità e la realizzazione delle persone con disabilità: è questo è il vero problema. Il nostro Paese ha nei nostri concittadini con disabilità un giacimento di energie, di risorse e di contributi di cui si priva perché non li mette adeguatamente in condizione di potersi esprimere e realizzare. Questo è quindi l’obiettivo di carattere sociale e politico che va sviluppato e realizzato”.

Il suo intervento dimostra quanto sia reale questa necessità, cosa di cui anche l’Associazione si è fatta testimone.

In piena sintonia con questo principio si segnala che la nostra Associazione si impegna, come primario obiettivo, nel realizzare servizi incoraggiati dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata con Legge 18/2009, per far in modo che i sordi possano usufruire di quei servizi che li mettano in grado di essere pienamente partecipi alla vita sociale, al pari delle persone udenti.

Da non pochi mesi, l’Associazione ha cercato di presentare progetti di convenzione a numerosi enti pubblici e privati in Italia come Comuni, Regioni, Agenzie delle Entrate, Banche, Tribunali, ASL, aeroporti ed aziende private con l’obiettivo di rendere accessibili alle persone sorde i vari servizi offerti da queste Aziende, Agenzie o Enti. In questi progetti sono stati inseriti, come giusto diritto, i compensi richiesti dalle prestazioni professionali degli interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana). Senza immaginare mai cosa ci aspettava, le loro risposte hanno dato forti segnali di incomprensione della dimensione del problema e dell’urgenza di trovarne soluzione verso i disabili.

Mi preme sottolineare che ci sono Enti che hanno risposto di aver già avviato tali progetti con altre associazioni, ed a queste va la nostra più sentita e sincera lode per la sensibilità dimostrata in questo campo, ma sono comunque una piccola minoranza rispetto a tutte le attività presenti sul territorio.

Purtroppo nella maggioranza dei casi le risposte avute, pur manifestando apprezzamento per le nostre iniziative, attribuiscono la non possibilità di aderire a queste convenzioni al non aver i fondi necessari o all’aver vincoli di bilancio tali da non poter avviare servizi simili a favore delle persone sorde. A nostra parere queste risposte hanno solo dimostrato quanto poco interesse ci sia nell’impegnarsi, anche solo per mettere in proposta di approvazione un bilancio preventivo che includa questa problematica e la sua soluzione.

Alcuni Enti, addirittura, essendo convinti che gli interpreti LIS siano esclusivamente volontari e quindi non retribuiti, hanno subito aderito alla convenzione collaborativa approvandola con piacere. Quando però hanno realizzato che la convenzione includeva un costo, già per altro ben chiaramente esposto e specificato nella lettera di proposta, hanno ritirato tutto. Mi dispiace anche dover segnalare che un Ente pubblico ci ha criticato per quello che ritengono un onere non dovuto agli interpreti, senza pensare minimamente che gli interpreti sono un ausilio indispensabile, prezioso e utile per abbattere le barriere comunicative tra noi sordi e la società e che è quindi sia corretto che dovuto percepiscano un compenso per questo servizio. Finora nessun Ente ha aderito ai progetti lanciati dalla nostra Associazione. Questo ci fa pensare quanto sia urgente lanciare un allarme di coscienza verso i bisogni di tutte le persone sorde.

L’Associazione si augura vivamente che gli enti pubblici e privati leggano questa lettera e facciano nuove valutazioni su come trovare i fondi necessari e/o inserire nell’approvazione del prossimo bilancio di spesa preventiva un budget specifico per queste convenzioni. Come ha giustamente detto il nostro Presidente On. Mattarella, si tratta di concentrare l’attenzione sui diritti da soddisfare delle persone sorde e non dei costi da sostenere o altro. Sarebbe bello se questi Enti fossero protagonisti nel ricolorare il nostro Paese, che avendo ratificato la Convenzione Onu, possa dimostrare di essere uno dei Paesi del Mondo che si impegna attivamente per abbattere le barriere comunicative.

Il Presidente

Gino Massimiliano CARCANO

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