La lettera aperta a tutti i giornalisti: “Informazioni scorrette contenute nei giornali e nelle televisioni”

Vlog33, il canale di informazione dell’Associazione FamiLIS, ormai conosciuto e molto seguito dalla Comunità Sorda in cui le dirette live della pagina su Facebook sono occasioni di dibattito proficuo con l’obiettivo importante, tra gli altri, di contrastate la disinformazione, il pregiudizio, la falsa credenza e in generale le pratiche che recano danno alle persone sorde e alla loro dignità, favorendo il rispetto delle differenze, la comprensione reciproca e il compromesso culturale alla base della convivenza civile, ha il dovere morale di segnalarvi l’uso di affermazioni scorrette che alimentano alcuni pregiudizi sociali contro i quali la comunità delle persone sorde si batte da decenni e che costituiscono ancora oggi motivo di false credenze ai danni delle persone sorde, nonostante il costante e sistematico impegno nella divulgazione di informazioni corrette a livello istituzionale e non solo.

Per esempio in copertina di una rivista si legge “il primo sordomuto”, espressione ripetuta anche all’interno dell’articolo “l’attore Troy Kotsur, sordomuto del film I segni del cuore”.

La Legge del 20 febbraio 2006, n. 95 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 marzo 2006, n. 63 all’art. 1 dispone che in tutte le disposizioni legislative vigenti, il termine «sordomuto» sia sostituito con l’espressione «sordo». L’espressione “sordomuto” non solo è scorretta ma alimenta il pregiudizio che le persone sorde non possano o non sappiano parlare, con tutte le conseguenze e le implicazioni in termini di percezione sociale che questo può comportare.

Si precisa che l’essere sordo non comporta lesioni delle corde vocali e non comporta compromissione del normale sviluppo linguistico. Infatti, le tappe dello sviluppo linguistico che si osservano in persone sorde esposte sin dalla nascita alla lingua dei segni (che è la lingua che esse possono acquisire naturalmente perché passa dal canale visivo integro) sono le stesse che si osservano nello sviluppo linguistico delle persone udenti esposte alla lingua vocale.

Si segnala anche che Troy Kotsur non è affatto il primo attore sordo ad avere vinto l’oscar, non possiamo dimenticare che a soli 21 anni, nel 1987, l’attrice sorda Marlee Matlin, ha vinto l’oscar per Figli di un dio minore.

Sempre nello stesso giornale si legge “Il pubblico ha applaudito con il gesto delle mani a farfalla, tipico della Lis”. Premesso che anche in Italia la Lingua dei Segni Italiana (LIS) è stata finalmente riconosciuta dal Parlamento Italiano il 19 maggio 2021 e premesso che ogni paese ha la propria lingua dei segni (esattamente come avviene per le lingue vocali) si specifica quanto segue:

  • I vocaboli della lingua dei segni non possono essere definiti “gesti”, il gesto infatti non fa parte di un sistema linguistico codificato mentre il segno ha la stessa funzione e lo stesso valore della parola nelle lingue vocali, pertanto l’espressione “gesto delle mani” non solo è scorretta ma alimenta un pregiudizio nei confronti della lingua dei segni il cui valore va invece tutelato, come indicato nell’art. 34-ter del Decreto Legge 22.03.2021, n. 41. Il pubblico, dunque, ha applaudito l’attore in lingua dei segni e non “con il gesto delle mani a farfalla”.

  • Nell’articolo si legge “Lis”. Come già accennato l’acronimo di Lingua dei Segni Italiana è LIS, si precisa inoltre che la lingua dei segni utilizzata durante la premiazione è l’American Sign Language (ASL), la Lingua dei Segni Americana e non certo la LIS.

Voi giornalisti avete la responsabilità di fornire informazioni corrette, di contrastare l’ignoranza nel rispetto della dignità delle persone sorde che da troppo tempo ormai chiedono un uso corretto delle parole, come evidenziato cliccando qui, e di favorire la percezione corretta dei lettori verso le persone sorde e la cultura della comunità a cui appartengono.

In caso di necessità Vlog33 è lieto di mettere a Vostra disposizione un esperto sordo in lingua dei segni, formazione e consulenza affinché possiate offrire in futuro su questo tema un servizio utile.

Certo che comprendiate che in Italia stiamo assistendo a un cambiamento epocale in tema di diritti delle persone con disabilità e in particolare delle persone sorde, certo che comprendiate l’importanza e la responsabilità di divulgare informazioni corrette, ringraziandoVi in anticipo per l’attenzione.

COMUNICAZIONE AL PUBBLICO

OGGETTO: COMUNICAZIONE RELATIVA AL VLOG33 ALL’INTERNO DELL’ASSOCIAZIONE FAMILIS

Spett.li UTENTI DEL VLOG33 / DONATORI / FORNITORI,

vogliate prendere nota che con lettera della Cooperativa S.c.s. “Segni di integrazione – Piemonte – Paolo Basso” con sede in Torino in Corso Francia 73, codice fiscale e Partita IVA 11116320018 in data 14/2/2022 nella quale ha dichiarato di non esser più interessata ad andare avanti le attività del Vlog33, le stesse sono adottate, in forma di settore interno, dalla nuova Associazione Nazionale delle Famiglie Italiane per la difesa dei diritti dei sordi e la tutela del bilinguismo LIS/ITA” siglabile anche come “FamiLIS” con sede in Pianezza (TO) in viale S. Pancrazio 65, Codice Fiscale 95643890015) a decorrenza a partire da 18 febbraio 2022.

In questa conseguenza ed ai sensi del vigente codice della Privacy (Regolamento UE 2016/679), la FamiLIS subentra con soluzione di continuità in tutti i rapporti, attivi e passivi, facenti capo al Vlog33 e, inoltre, nella titolarità dei dati personali registrati nel sito web www.vlog33.it già oggetto di trattamento da parte dell’Associazione Vlog33 Onlus sciolta e successivamente dalla stessa Cooperativa, restando comunque invariate finalità e modalità del trattamento ai sensi della informativa già comunicata.

La pagina Facebook del Vlog33 e l’indirizzo del sito web Vlog33 restano immutati ma sono supervisionate dalla FamiLIS.

A tal seguito risulta operativa la sola FamiLIS alla quale occorrerà fare riferimento per qualsiasi rapporto, anche se sorto precedentemente alla data di tale operazione.

            I nuovi dati di contatto sono quindi i seguenti:

Settore Vlog33 – FamiLIS
C/o l’Istituto dei sordi
Viale S. Pancrazio 65
10044 Pianezza (TO)
Email Segreteria: amministrazione@familis.it

Certi della Vs. cortese collaborazione, porgiamo cordiali saluti.

Il Presidente
Elisabetta Mascherucci

Il sogno può essere realizzabile?

Link: DONAZIONE

LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE

Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. La Convenzione invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili. La Convenzione (Articolo 9, accessibilità) si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.


Nel discorso del Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella , pubblicato il 3 dicembre sul sito web del Quirinale, un passaggio mi è sembrato di particolare rilevanza, passaggio che tengo ad evidenziare: “…emerge con chiarezza che il problema della disabilità non riguarda l’assistenza; c’è anche naturalmente questa esigenza irrinunciabile, ma è un problema soprattutto di sostegno e di interventi per consentire le opportunità e la realizzazione delle persone con disabilità: è questo è il vero problema. Il nostro Paese ha nei nostri concittadini con disabilità un giacimento di energie, di risorse e di contributi di cui si priva perché non li mette adeguatamente in condizione di potersi esprimere e realizzare. Questo è quindi l’obiettivo di carattere sociale e politico che va sviluppato e realizzato”.

Il suo intervento dimostra quanto sia reale questa necessità, cosa di cui anche l’Associazione si è fatta testimone.

In piena sintonia con questo principio si segnala che la nostra Associazione si impegna, come primario obiettivo, nel realizzare servizi incoraggiati dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata con Legge 18/2009, per far in modo che i sordi possano usufruire di quei servizi che li mettano in grado di essere pienamente partecipi alla vita sociale, al pari delle persone udenti.

Da non pochi mesi, l’Associazione ha cercato di presentare progetti di convenzione a numerosi enti pubblici e privati in Italia come Comuni, Regioni, Agenzie delle Entrate, Banche, Tribunali, ASL, aeroporti ed aziende private con l’obiettivo di rendere accessibili alle persone sorde i vari servizi offerti da queste Aziende, Agenzie o Enti. In questi progetti sono stati inseriti, come giusto diritto, i compensi richiesti dalle prestazioni professionali degli interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana). Senza immaginare mai cosa ci aspettava, le loro risposte hanno dato forti segnali di incomprensione della dimensione del problema e dell’urgenza di trovarne soluzione verso i disabili.

Mi preme sottolineare che ci sono Enti che hanno risposto di aver già avviato tali progetti con altre associazioni, ed a queste va la nostra più sentita e sincera lode per la sensibilità dimostrata in questo campo, ma sono comunque una piccola minoranza rispetto a tutte le attività presenti sul territorio.

Purtroppo nella maggioranza dei casi le risposte avute, pur manifestando apprezzamento per le nostre iniziative, attribuiscono la non possibilità di aderire a queste convenzioni al non aver i fondi necessari o all’aver vincoli di bilancio tali da non poter avviare servizi simili a favore delle persone sorde. A nostra parere queste risposte hanno solo dimostrato quanto poco interesse ci sia nell’impegnarsi, anche solo per mettere in proposta di approvazione un bilancio preventivo che includa questa problematica e la sua soluzione.

Alcuni Enti, addirittura, essendo convinti che gli interpreti LIS siano esclusivamente volontari e quindi non retribuiti, hanno subito aderito alla convenzione collaborativa approvandola con piacere. Quando però hanno realizzato che la convenzione includeva un costo, già per altro ben chiaramente esposto e specificato nella lettera di proposta, hanno ritirato tutto. Mi dispiace anche dover segnalare che un Ente pubblico ci ha criticato per quello che ritengono un onere non dovuto agli interpreti, senza pensare minimamente che gli interpreti sono un ausilio indispensabile, prezioso e utile per abbattere le barriere comunicative tra noi sordi e la società e che è quindi sia corretto che dovuto percepiscano un compenso per questo servizio. Finora nessun Ente ha aderito ai progetti lanciati dalla nostra Associazione. Questo ci fa pensare quanto sia urgente lanciare un allarme di coscienza verso i bisogni di tutte le persone sorde.

L’Associazione si augura vivamente che gli enti pubblici e privati leggano questa lettera e facciano nuove valutazioni su come trovare i fondi necessari e/o inserire nell’approvazione del prossimo bilancio di spesa preventiva un budget specifico per queste convenzioni. Come ha giustamente detto il nostro Presidente On. Mattarella, si tratta di concentrare l’attenzione sui diritti da soddisfare delle persone sorde e non dei costi da sostenere o altro. Sarebbe bello se questi Enti fossero protagonisti nel ricolorare il nostro Paese, che avendo ratificato la Convenzione Onu, possa dimostrare di essere uno dei Paesi del Mondo che si impegna attivamente per abbattere le barriere comunicative.

Il Presidente

Gino Massimiliano CARCANO